Caro Sandro,
ti scrivo questa e mail dopo aver scoperto il tuo blog su internet ed aver letto il contenuto dei tuoi post. Volevo ringraziarti per il tuo personale impegno al fine di risollevare il basket reggino(che rappresenta quello calabrese) e riconsegnarlo ai palcoscenici che merita. Il progetto della vostra nuova società mi piace molto perchè sono convinto che il futuro migliore possa essere garantito e rappresentato solo ed esclusivamente dai giovani. Bisogna puntare su di loro-in ogni settore per la verità - se vogliamo garantire al nostro Paese prima che allanostra nazione un futuro prospero e ricco di soddisfazioni. Io ho avuto la fortuna di conoscerti, in più di una circostanza, e di apprezzare le doti dell'educatore prima che del cestista. Erano gli anni del Camp della Sila, un camp che ho frequentato dalla prima edizione ed amato per l'entusiasmo che riusciva ad infondere in quei ragazzini di allora, uomini di oggi. Come giocatore non valevo granchè, ma in fondo non mi interessava sfondare nella pallacanestro: mi piaceva lo spirito di gruppo, mi piaceva il messaggio che la pallacanestro riusciva a trasmettere. Ho utilizzato le esperienze fatte in quegli anni per crescere come persona e, personalmente, lo considero un modo,comunque, per sfondare nello sport. Non è detto che l'obiettivo debba essere per forza quello di arrivare in serie A, anche se poi farebbe piacere a tutti ovviamente. In Sila non ho mai vinto premi cestistici, ma quando si trattava di ritirare il premio al partecipante più simpatico mi alzavo prima che Giovanni Misasi pronunciasse il mio nome. L'ho vinto per tre anni di fila, poi con gli anni ho lasciato spazio alle nuove reclute.
Dopo questa breve parentesi, voglio solo aggiungere che la pallacanestro costituisce un valido traino per tutta la nostra rgione. Il mio piccolo paese quest'anno, per la prima volta, gioca il campionato di C2 (San Demetrio) e mi dicono che l'entusiasmo intorno alla pallacanestro cresca di giorno in giorno. Inoltre un piccolo paesino di provincia ha l'opportunità di farsi conoscere al di fuori dei propri confini provinciali e tutto questo grazie -sempre- alla pallacanestro. Vivo a Roma da anni ormai, qui la passione per il basket esiste, ma non può esistere un paragone con la passione calabrese. Per questa ragione il basket deve continuare a produrre e la Viola Reggio Calabria deve tornare ad essere il punto di riferimento per tutto il basket regionale. Una sorta di orgoglio e privilegio. Spero, quanto prima, di poter tornare al pala Eur a tifare i colori della mia squadra.
Con stima ed ammirazione.
Filiberto Liguori
P.S. Una volta in Sila, visto che ero il più burlone e rompiscatole, mi hai fatto fare trenta flessioni dopo aver mangiato, per scommessa, mezzo chilo di riso. Se ci penso, ancora oggi, mi sento male..
martedì 30 ottobre 2007
Iscriviti a:
Post (Atom)